05/2018
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Dell'intelligenza artificiale di Facebook me ne #f8 (per non parlare della seconda vita di Second Life)

Dalla California arrivano le mirabilanti notizie delle novità succulente di Facebook.Sviluppi incredibili dell'intelligenza artificiale del social: in due secondi riesce a riconoscere un brano musicale. Peccato che in tre ore non sappia rimuovere, con l'aiuto di un umano, un omicidio in diretta. Certo, ci sono tutte le attenuanti del caso, ma tre ore sono una cifra enorme per qualsiasi contenuto.Vanno educate le persone a non mettere mi piace o a non condividere contenuti di dubbio valore, in generale, e auspicare che invece questi contenuti vengano segnalati ai social. Detto questo, è chiaro che l'interesse di Zuckerberg e della sua azienda è trarre profitto dalle abitudini degli utenti, ma qualcosa deve cambiare. L'intelligenza artificiale, quindi, è il perfetto prodotto per questo scopo, purtroppo non per svelare le fake news o i comportamenti indicibili. Chiaro, capire se si tratta di realtà o finzione o se si tratti di un videogioco non è facile, ma qualcosa si potrà fare, no?Facebook Workplace è il tentativo, un po' più maturo del passato, di portare nel mondo del lavoro la collaborazione in stile Facebook: riuscirà nell'intento o è ancora presto? Il competitor, almeno negli USA, è Slack più che Microsoft ed è un osso molto duro.L'idea che Oculus Rift diventi il nuovo Second Life mi fa rabbrividire: non sentivamo certamente la mancanza di Second Life e vederla rinascere lascia assolutamente perplessi. La piattaforma è ancora acerba, vedremo le evoluzione, per ora non può essere la ragione per spendere per l'acquisto degli Oculus.L'unico aspetto forse veramente interessante è la possibilità di creare la realtà aumentata in modo più semplice per i programmatori, ma lo scopo è andare a combattere Snapchat e sembra più un'opportunità per agganciare qualche "bimbominkia", piccolo o grande che sia.Analytics migliorato e predittivo per la pubblicità è un buon esempio per offrire valore in un mercato, quello sostanzialmente della pubblicità, che il social ha conquistato.I Bot per Messenger, invece, sono una grande opportunità e anche qui Facebook si sta muovendo bene in un mercato che sta conquistando alla grande. Non so se i bot nei gruppi abbiano davvero senso, ma è interessante poter fornire risposte in modo automatico. E' un mercato agli albori, ma promettente. Per Facebook e per chi vuole sfruttare queste opportunità.Mister Reset, il blog di Gigi Beltrame

I giornalisti, gli editori e i creatori di contenuti non sono apprezzati al dalle parti di Menlo Park

Un dato di fatto.Facebook non ama i contenuti prodotti dai brand e dai giornali. Progressivamente negli anni ha deciso di mostrarne sempre meno nei feed degli utenti, ma con l'ultima mossa, ha messo la parola fine alla questione: solo pubblicità, altrimenti briciole.L'inganno degli instant article è finito, così come la condivisione dei guadagni pubblicitari con gli editori sugli stessi, perché la cosa non ha mai funzionato a dovere.Adesso, in nome dell'abolizione delle fake news, verranno mostrati prevalentemente i post di amici e parenti: sai che noia!Questo è il terzo colpo ben assestato ai media.Il primo era al concetto di brand.Il secondo al concetto di autorevolezza, alla base, da sempre, del rapporto di fiducia tra editore/giornalista/creatore di contenuto e utente/cliente.Il terzo è al business model dei giornali, perché se la visibilità la si conquista solo a pagamento (in percentuale le condivisioni degli utenti è limitata), il sistema non si regge più.Certo, resterebbero le revenue potenziali dai video, che apparentemente non verranno penalizzati, ma anche qui si guadagnano centesimi di euro (sono buono e dico 50) per 1000 visualizzazioni.Sembra quasi un'elemosina.Facebook era impegnata a trattenere l'utente nella piattaforma, adesso lo costringerà ad uscire per trovare le informazioni, perché "queste non gli cadranno più addosso."Le cose sono due: o si tratta di una forma di controllo innovativa sugli utenti (innovativa è un eufemismo), oppure hanno deciso di perdere clienti.La Borsa non sta premiando la scelta di Mark.Vedremo cosa accadrà in futuro.Mister Reset, il blog di Gigi Beltrame

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CartaSì punta ai pagamenti digitali via App, anche per i non clienti (ma con carta di credito)

CartaSi ha deciso di entrare con vigore nel mercato dei pagamenti digitali con il lancio di #MySi.Si tratta di una soluzione basata su un'app, sia per Android sia per iOS, che permette la gestione delle proprie carte e i pagamenti.Quando parlo di gestione delle carte, intendo la possibilità di verificare le spese, i pagamenti online, ma soprattutto la creazione di un digital wallet.MySi è un app scaricabile gratuitamente dagli store, ma che si attiva nel momento in cui l'utente si manifesta come cliente di Carta Sì. MySi è in grado di gestire ogni tipo di carta Visa e Mastercard (carte di credito, di debito e prepagate).Per i clienti CartaSi, MySi mette a disposizione servizi informativi e dispositivi di CartaSi e pagamenti sicuri tramite smartphone associando le proprie carte; a chi non è cliente CartaSi, MySi consente pagamenti sicuri tramite smartphone associando le proprie carte.Ma funziona anche se non si è clienti Carta Sì, sebbene con alcune limitazioni.Se si possiede una CartaSì, attraverso l’app MySì si ha il controllo delle proprie spese online e la possibilità di aumentare i servizi della propria carta di credito anche se non si è clienti di CartaSì.Su di uno smartphone moderno, dotato di lettore d'impronte digitali, si potrà effettuare il login con "l'imposizione di un dito". Infatti, l’impronta digitale sostituisce completamente la password aumentando la sicurezza e rende vecchi e obsoleti i codici PIN.Ma quali sono i vantaggi? Per fare acquisti con smartphone, in negozio e online, attraverso MySi Pay, basterà veramente attivare l'App e apporre il dito per avviare il pagamentoPotevano finire qui i vantaggi dell'App moderna? ovviamente no, infatti è possibile ricevere le notifiche sia dei pagamenti sia per eventuali accessi non voluti, quindi più sicurezza, ma anche fare ricariche telefoniche direttamente dall’App, o controllare i punti sul programma fedeltà (IoSi)Per i non clienti Carta SìAccennavamo al fatto che l'App ha una funzionalità avanzata di pagamento anche se non si è clienti. Infatti, gli utenti che non fanno parte del circuito CartaSì possono comunque scaricare l’app e utilizzarla, con differenze sostanziali per utenti iOS e Android.Per gli utenti iOS, si possono effettuare i pagamenti tramite un codice speciale chiamato QR Code e un altro sistema chiamato WEB Code.Per gli utenti Android, che non hanno ApplePay per ovvi motivi di piattaforma, possono pagare con un sistema chiamato HCE, che non è altro che una emulazione della carta di credito, una carta virtuale che consente di fare acquisti in negozio tramite lo smartphone.Ovviamente,gli utenti che non sono clienti Carta Sì non hanno a disposizione i punti fedeltà.La virtualizzazione della carta e l'utilizzo in negozio attraverso l'uso dell'impronta velocizza le operazioni e le rende intrinsecamente sicure, a tutti vantaggio degli utenti.Un buon passo in avanti di Carta Sì.#MySIQui i link per scaricare l'app.- iOS https://itunes.apple.com/it/app/mysi-di-cartasi/id518695175?mt=8- Android https://play.google.com/store/apps/details?id=it.icbpi.mobile&hl=itMister Reset, il blog di Gigi Beltrame

La maledizione del 9

Non mi riferisco al numero della maglia del Milan che apparteneva a Pippo Inzaghi, ma a quella informatica.Dal funerale del Mac OS 9 celebrato da Steve Jobs, il numero 9 per i prodotti di un certo livello ha sempre avuto problemi seri, fino a sparire.Microsoft ha saltato il 9 dalle versioni di Windows, per dimostrare un taglio netto con il passato e dare nuovo vigore al sistema operativo.Ora anche Apple salta il numero 9 per celebrare un proprio cavallo di battaglia, la "X".Infatti, il prossimo iPhone di punta, si chiamerà iPhone X, un telefono che rompe molti dei legami con il passato.Costerà molto di più dell'otto e otto plus, ma sarà un prodotto nuovo e diverso, non solo una nuova versione di qualcosa di già conosciuto ma solo mostrato in una versione migliore di sempre.Mister Reset, il blog di Gigi Beltrame

Come tagliare scene di un video

Hai appena finito di guardare il video che hai girato durante l'ultimo weekend: pur avendolo realizzato con uno smartphone, hai ottenuto un risultato da vero professionista… se non fosse per alc...